I cattivi esempi e la bomba francese
Che l’Italia pre-montiana fosse parte attiva e malandata di quel cattivo modello finanziario chiamato Club Med lo sapevamo già. Da ieri, tuttavia, risulta più chiaro al mondo che la bomba a orologeria piazzata sotto il trono vacante dell’euro sta a Parigi (il tema occupava l’apertura del Monde). E’ stata la vecchia guardia riformista anglo-tedesca a incaricarsi di ufficializzare quanto emerge dai conti pubblici e dal tasso di disoccupazione della Francia lasciati in eredità da Sarkozy e debitamente aggravati dal socialista Hollande.
11 AGO 20

Che l’Italia pre-montiana fosse parte attiva e malandata di quel cattivo modello finanziario chiamato Club Med lo sapevamo già. Da ieri, tuttavia, risulta più chiaro al mondo che la bomba a orologeria piazzata sotto il trono vacante dell’euro sta a Parigi (il tema occupava l’apertura del Monde). E’ stata la vecchia guardia riformista anglo-tedesca a incaricarsi di ufficializzare quanto emerge dai conti pubblici e dal tasso di disoccupazione della Francia lasciati in eredità da Sarkozy e debitamente aggravati dal socialista Hollande. Lo ha detto con candore l’ex premier tedesco Gerhard Schröder (socialdemocratico) nel corso di un convegno pubblico: “Il più grande problema risiede in Spagna e in Italia, ma anche – e lo dico discretamente – nella Francia. E questo potrebbe essere un problema non minore”.
Nell’avverbio “discretamente” si disvela il meccanismo di autocensura timorata in base al quale le cancellerie europee sanno, ma non osano proclamare, che c’è un grosso guaio a Parigi ed è un problema dalle potenzialità distruttive inappellabili che incombe sul destino della moneta unica. Ciò spiega perché l’ex premier laburista britannico, Tony Blair, durante lo stesso colloquio, abbia pudicamente rifiutato di esprimersi sulla Francia preferendo domandarsi la ragione per cui solo la Germania è in condizioni economiche accettabili. Tutto questo avviene nel giorno in cui il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, indica nella Grecia, nell’Italia e nella Spagna i fantasmi di un destino comune che attende al varco gli Stati Uniti se si consegneranno di nuovo a Obama. Incubo per incubo, Parigi ora fa più paura.